Ruđer Bošković – Ruggero Boscovich

Nato a Ragusa in Dalmazia da padre serbo e madre italiana.

Chi ha avvisato l’ANSA il 13/02/2017 dicendo che Boskovic era croato ha detto il falso . Impossessarsi delle culture precedenti perchè hai conquistato quel territorio non ha nessun senso, altrimenti anche tutta la cultura degli Illiri diventerebbe croata. L’unica cosa corretta da dire è quella scritta sulla statua. Nato a Ragusa attuale Croazia . A Dubrovnik al massimo son croati dopo il 1920 e nemmeno, non certo dagli Illiri. A Dubrovnik nascono i croati da quando è Croazia, non prima. Non si puo’ cambiare nazionalità a tutti quelli nati 200 anni prima. Che ignoranza certa gente!!!

Ad esempio:

Nikola Tesla è stato un inventore e fisico serbo, nato a Smiljan, odierna cittadina croata, nel 1856 come suddito dell’Impero austriaco, e morto a New York nel 1943

Boskovic’ è un Dalmata col padre serbo e la mamma italiana. Di croato non ha nulla. Naturalmente avendo il padre serbo e la mamma italiana parlava benissimo sia il serbo croato che l’italiano.

Bè.. visto che gli albanesi dicono che Nikola Tesla è albanese, anche i croati possono dire che Boskovic è croato. La storia si tramuta in opinioni .. alle volte, ma indovinate un po’? E’ sepolto in una chiesa ortodossa!! Penso che da lassù parli chiaramente

I Boskovics erano una nobile famiglia serba la cui origine era dell’Erzegovina orientale – Orahov Do vicino a Trebinje. Da questa zona, alla fine del XVIII secolo, Nikola Bošković si trasferì a Dubrovnik per commerciare. Durante il commercio, Nikola Bošković era anche interessato alla storia dei serbi, così è stata scritta la sua opera Relazione dei Monasateri della Provincia di Rassia.

Ci sono due personalità importanti nella famiglia Boskovic: Bozo Boskovic e Rudjer Boskovic. Božo Bošković era un rispettabile e ricco commerciante. Ha lasciato 10.000 fiorini al comune di Dubrovnik per l’istruzione dei bambini abbandonati “indipendentemente dalla religione”.

Nella famiglia spicca Ruđer Bošković, matematico, fisico, astronomo, diplomatico e poeta di fama mondiale.

Quando i Bošković ottennero davvero la nobiltà, non è stato determinato esattamente, molto probabilmente l’hanno ottenuta come Pokrajčić nel 1595, e anche prima, e che su questa base la famiglia Bošković ha ricevuto la nobiltà e lo stemma il 15 aprile 1718. Non è noto a quale Boskovic si riferiscano queste informazioni e se si riferiscano a questa famiglia Boskovic.

Un ramo della famiglia Boskovic, si diresse a nord, attraverso Valjevo fino a Srem, dove spicca Jovan Boskovic filologo, professore, redattore di Matica Srpska e ministro dell’Istruzione nel governo di Jovan Avakumović.

Persone poco intelligenti hanno definito Boskovic’ eterno simbolo della Croazia, ovvero uno stato che nascerà 200 anni dopo la sua morte. Davvero dei geni!!!!

Come se non bastasse, Tuđman volle mettere le mani anche su Ruggero Giuseppe Boscovich, raguseo, figlio di padre erzegovese e di madre oriunda bergamasca – Bettera – lo scienziato gesuita vissuto in Italia fin dai tredici anni di età. Scrisse le sue opere soltanto in italiano e in francese, personalmente polemizzò con chi voleva cambiargli nome e cognome, ma ciononostante Tuđman voleva che il monumento dello scienziato a Milano lo indicasse con nome e cognome scritti con la grafia croata: Rudjer Bošković. Il governo italiano quella volta disse di no e la visita ufficiale del “Vrhovnik” in Italia sfumò. Giacomo Scotti, Croati pigliatutto

I croati hanno speso tanti denari per regalare una statua di Boskovic’ a Milano, ma non hanno potuto scriverci sopra “croato”. Il nazionalismo porta solo guerra, sempre e ovunque; però viene detto a tutti i giornali che Boscovich è croato et voilà, il gioco è fatto! Già c’erano riusciti a Troia con un certo cavallo

Anche Italo Calvino è italiano però è nato a Santiago de Las Vegas de La Habana per non parlare di tutti gli italiani nati in Libia e Ungaretti nato al Cairo sarebbe egiziano ? E Ugo Foscolo era greco? Si puo’ dire che la Serbia ha dato 18 imperatori all’Impero romano? Si puo’ dire che Eraclito è turco perchè adesso Efeso è in Turchia ?

Marta Drpa è una serba nata a Knin, attuale Croazia, prima che i croati compissero la strage di Krajina con 600 civili uccisi nelle loro case. Marta è serba e serba è rimasta. Quindi i croati riescono a cambiare nome e nazionalità solo ai morti 

Nel palmares dei «croati» finisce un buon numero di dalmati, in particolare di ragusei. Ragusa è una delle città più di confine: comune italiano vissuto in concorrenza con Venezia (che la occupa fra XIII e XIV secolo, plasmandone le istituzioni), Ragusa è considerata la “Quinta repubblica marinara”. Tuttavia è oggettivamente una città dalle molte identità, in cui convive l’elemento italiano (peraltro, un italiano non veneziano, proprio per la rivalità con la Serenissima) della classe dirigente con quelli slavi (croato, serbo, bosniacco, montenegrino) e balcanico in genere (morlacco, valacco, greco, armeno e albanese). Alla fine del 1500 e poi nel secolo successivo Ragusa subisce due devastanti terremoti. La città non si riprese mai più da questi due colpi e lentamente l’elemento italiano venne soverchiato da quello slavo, nonostante la perfetta convivenza dei due. Quando Napoleone pone fine alla vita millenaria della repubblica marinara, fra 1804 e 1806, a Ragusa l’italiano è ancora la lingua ufficiale, anche se gran parte della popolazione parla comunemente le lingue slave.

Figli di questa città di confine, moltissimi ragusei possono essere considerati tanto italiani quanto slavi. E fra questi il più celebre è senz’altro l’astronomo e matematico Ruggero Boscovich (1711-1787) nato a Ragusa da madre italiana e padre serbo, a 14 anni si trasferì in Italia. Boscovich, che fu un prete cattolico, è uno dei più grandi intellettuali del suo tempo: matematico, astronomo, uomo di fede e di scienza. Era senz’altro bilingue (parlava anche in serbocroato, ma in famiglia prediligeva l’italiano), scrisse la gran parte delle sue opere scientifiche in latino – lingua della scienza d’allora – ma anche in italiano e in francese. Nella sua corrispondenza con Voltaire, il filosofo gli scriveva in italiano. Fece parte dell’Accademia dei Quaranta, altrimenti detta Società Italiana. E’ interessante che anche i serbi considerano Boscovich come un “loro” scienziato, poiché suo padre era di origine serba. Boscovich preferiva definirsi “dalmata”, rivendicando dunque un’origine regionale più che nazionale (un atteggiamento dunque molto… italiano!). Va altresì notato che dei suoi cinque fratelli, due – Anna e Pietro – furono buoni poeti slavi, mentre un altro – Bartolomeo – fu studioso e poeta, ma di lingua italiana.

La Croazia scippa personaggi storici italiani

I croati sono così rispettosi della cultura altrui che non c’è un monumento lungo tutte le coste croate che indichi la presenza degli italiani che c’è stata per tantisimi anni. Ma non solo, molte chiese a Dubrovnik sono ortodosse serbe. Guardate un po’

qui

…..Fu in questo periodo che la città iniziò a essere teatro di un duro scontro politico dovuto alla formazione delle varie coscienze nazionali, che tendevano ad attribuire a sé non solo il territorio comunale, ma anche l’antica e gloriosa storia della millenaria Repubblica di Ragusa. Questo scontro vide tre componenti in campo: l’etnia croata, che era maggioritaria, l’etnia serbo/montenegrina e infine la componente italiana: ognuna si organizzò in un partito e per un certo periodo di tempo serbi e italiani si coalizzarono in funzione anti croata, riuscendo anche a far eleggere l’autonomista italiano Marino Bonda al Parlamento imperiale di Vienna: fu l’ultimo rappresentante italiano ad ottenere questa carica.

La Dalmazia non era un dominio Veneziano. La Dalmazia era Venezia. L’unica regione veneziana a non aver mai avuto serie rivolte (perfino Chioggia ne ha avute!). Che parlassero dalmatico, italiano o croato ikavo, gli abitanti della Dalmazia hanno sempre guardato Venezia (e poi Vienna) come centro, mai Zagabria (o Budapest) e questo fino a 100 anni fa. Gli Schiavoni di Dalmazia si sono fatti massacrare tutti pur di non arrendersi agli Austriaci nel 1797 e il viale più bello di Venezia, da San Marco all’Arsenale, porta il loro nome. Una vera assurdità affermare “croata” ogni cosa prodotta in Dalmazia prima del 1919.

Dove si trovano una bandiera serba e una croata vicine? Ma naturalmente a Subotica! Pensate che se girate con una bandiera serba in Croazia rischiate il linciaggio. Si capisce bene quanto la Serbia è più democratica della Croazia sempre vittima del suo passato ustascia. Infatti guardate

qui

E poi, infine, di quale lingua Croata stiamo parlando? Quella letteraria usata fino al 1992, basata sul dialetto štokavo jekavo dell’Erzegovina e ben compresa da tutti (anche da Bosniaci e Serbi), o l’ostico dialetto kajkavo di Zagabria che hanno introdotto come neolingua letteraria nel 1992?

Si tratta di una involuzione. Il Kajkavo di Zagabria è stato solo brevemente lingua ufficiale nella Croazia storica, già alla fine del 400 gli scrittori incominciarono ad usare il dialetto di Erzegovina, mentre per gli atti ufficiali a Zagabria si usava il Latino o l’Ungherese. Ridotto allo stato di dialetto non scritto, fu Tuđman a riesumarlo come lingua ufficiale, per differenziarlo il più possibile dal serbo.

Ruggero Boscovich ha scritto infatti “Slavico”, non “Croato”. Non poteva essere Croato, perché ai suoi tempi la “Croazia” era solo Zagabria, Karlovac e Rijeka, i cui scrittori peraltro scrivevano nella forma stokava jekava originaria dell’Erzegovina e parlata anche dai Serbi di Krajina e di Bosnia (solo oltre la Drina si parla Ekavo). 

L’equivoco di Dubrovnik nasce dal fatto che fino al 1500 circa si parlava il Dalmatico, lingua neolatina a cavallo tra Italiano e Romeno. La slavizzazione popolare avviene tra il 1400 e il 1550. Ma come lo stesso Boscovich afferma, la lingua popolare di Dubrovnik era “Slavico”, non Croato, un dialetto molto simile a quello di Erzegovina lingua letteraria di tutti i Croati fino al 1992, ma il dialetto di Dubrovnik veniva parlato da tutti anche dai Serbi e dai Mussulmani a ovest del fiume Drina, quindi non poteva essere definito solo Croato. Peraltro, il dolce idioma di Erzegovina era quello ferocemente odiato da Tudman

Riguardo al serbo parlato da Boskovic’ si sappia che è esattamente quello che parlava il sig.Novakovic insegnante presso una scuola croata, licenziato perchè non parlava il croato standard. Il sig. Novakovic’ ha poi vinto la sua causa presso la corte di Strasburgo, ma purtroppo la sentenza è arrivata dopo la sua morte. Davvero penosa la Croazia attuale in fatto di diritti dell’uomo.

Il problema del nazionalismo croato è spiegato

qui

La più antica società astronomica nei Balcani, con sede a Belgrado porta il nome di Ruđer Bošković.

Ivan Meštrović adora lavorare per la Serbia, infatti è sua la statua al Kalemegdan di Belgrado: Victory, Ivan Mestrovic, Kalemegdan park, Belgrade, Serbia

Da notare che nel filmato in You tube che parla dell’inaugurazione della statua, l’assessore milanese intelligente non dice che Boskovic’ è croato e nemmeno nella descrizione sotto c’è scritto il falso. Quindi se ne conviene l’assoluta malafede di chi ha detto ai giornali una bugia. Mentivano sapendo di mentire

PLANETARIO, SCOPERTA STATUA BOSCOVICH

Per ulteriori informazioni si veda

Balkan crew

Vedasi anche il testo di Carlo Felice Manara in cui si ribadisce che il padre di Boskovic’ era un ricco mercante serbo e il dizionario Treccani

I croati non hanno lasciato uno che sia uno nella sua origine. Hanno rubato tutto, proprio come dice Giacomo Scotti. Il filosofo chersino Francesco Patrizi divenne Franjo e Frane Petrić ed ancora oggi, nei convegni annuali a lui dedicati a Cherso, è sempre e soltanto croato, viene chiamato sempre come lui non si firmò mai. Gli studiosi croati della sua opera sono però costretti a tradurre i suoi libri dal latino e dall’italiano. Giacomo Scotti. Croati pigliatutto

Uno “storico” di musica zagabrese con il quale polemizzai negli anni Settanta, scrisse – e nella storia della musica croata si ripete quanto lui scrisse allora sul “Borba” – che il compositore istriano del XV secolo Andrea da Montona il Vecchio, tra l’altro inventore della stampa delle note musicali, era croato. Perciò gli cambiò i connotati chiamandolo Andrija Motuvljanin-Starić. Anche il montonese, tanto per cambiare, visse fin da ragazzo a Venezia e scrisse unicamente in italiano i versi dei suoi pezzi musicali. Quando il papa Giovanni Paolo II arrivò a Fiume (e molti giornalisti italiani scrissero Rijeka, alla radiotelevisione pronunciato “rigieca”), la Curia zagabrese inviò a tutti i giornali (compresa “La Voce del Popolo”) un inserto a pagamento di una decina di pagine sui “santi croati”. Ne trovai alcuni – per lo più “beati” – vittime delle persecuzioni anticristiane degli imperatori romani: santi polesani, istriani. Non mi risulta che all’epoca romana ci fossero croati e slavi in genere in Istria e Dalmazia. Giacomo Scotti

Si moltiplicano i commenti sui vari giornali; questo è uno: “Quando si conquista un territorio si acquisiscono i beni materiali. Se esiste uno straniero in uno stato democratico, rimane straniero. Naturalmente parliamo di stati democratici e non dello stato fantoccio di Croazia che che ha sterminato serbi, ebrei e rom. Tantomeno si puo’ dire che Boscovich è croato essendo nato da padre serbo e madre italiana nella Repubblica di Ragusa che non aveva niente a che vedere con l’attuale Croazia, nata 200 anni dopo la morte di Boscovich. Quindi dire che Boscovich è croato è un falso. Giacomo Scotti continua a dirlo e ha avuto pesanti minacce per questo, tanto per dire quanto assomiglia alla Croazia fantoccio l’attuale stato. Comunque grazie per far pubblicità agli scrittori serbi. A Belgrado c’è Cvijeta Zuzorić Art Pavilion e la più antica società astronomica nei Balcani, con sede a Belgrado porta il nome di Ruđer Bošković.”

Perchè Boscovich non vorrebbe essere certo croato lo leggete

qui

Ruđer Josip Bošković

Milano | Porta Venezia – Che fine ha fatto la statua dedicata a Boscovich?

Milano | Porta Venezia – Inaugurata la statua dedicata a Boscovich

Ruggero Boscovich. Nato in Dalmazia da padre serbo

Ruka Svetog Save i Ruđer Bošković – veza relikvije i srpskog naučnika

I croati si vogliono rubare pure Maradona!

Ruggero Boscovich in Balkan crew

Obrazovni sistem “Ruđer Bošković”, Beograd

“Ruđer Bošković”, Beograd

100 najznamenitijih Srba: Emisija 25 – Ruđer Bošković

Articolo di Carlo Felice Manara

L’italianità di Boscovich (La verità cura le ferite)

Boscovich: una precisazione

La nazionalità contesa di Nikola Tesla

Croati pigliatutto. Giacomo Scotti

Nikola Tesla era serbo

Marco Polo

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Il parere di Antonio Ballarin

Lettera di protesta all’ANSA

La voce del popolo. Il caso Boscovich

Il parere di Giacomo Scotti

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Autore: Balkan crew

Ci teniamo a precisare che chi utilizza in maniera inesatta e sconvolgente il nome di questo blog non ha nulla a che fare con noi. Noi non seminiamo odio, la nostra crew è composta da più di 400 persone tra scrittori, giornalisti, associazioni di volontariato e semplici persone amanti dei Balcani, da nord a sud e da est a ovest. Gli estremisti e i disonesti scrivono in altri spazi.

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